Carmelo Borg Pisani (Senglea, 10 agosto 1914 – Paola, 28 novembre 1942) è stato un agente segreto maltese che aderì all’irredentismo italiano e al fascismo. Processato per spionaggio, fu condannato a morte e giustiziato nel 1942.[1].

Carmelo Borg Pisani
Biografia

Borg Pisani a 17 anni, prima di trasferirsi a Roma
Formazione e adesione al fascismo
Nato in una nota famiglia maltese legata al filo-italiano Partito nazionalista, si iscrisse al filo-italiano liceo d’arte Umberto I della Valletta. Borg Pisani passò la sua adolescenza in varie organizzazioni filo-italiane e filo-fasciste a Malta: nel 1928 a 14 anni Borg Pisani si iscrisse alla OGIE (Organizzazioni Giovanili Italiane all’Estero) della Valletta, tramite cui frequentò nel 1930 il Campo Dux, a Viareggio. Nel 1932 fu inviato a Roma per frequentare un corso di “capo centuria”.[2]. In quegli anni Borg Pisani frequentava la Casa del Fascio della Valletta, in via Santa Lucia,[3] dove collaborò col professor Umberto Biscottini e altri intellettuali dell’archivio storico di Malta.
Terminato gli studi liceali, si trasferì in Italia dove frequentò l’Accademia di belle arti di Roma, entrando nello studio di Carlo Siviero.[2] Borg Pisani risiedeva presso la “Casa della Redenzione Maltese”, finanziata dal governo italiano, dove entrò in contatto con altri sostenitori dell’irredentismo italiano a Malta.[2] Con loro maturò la sua idea che il Regno Unito stesse distruggendo l’”anima italiana” di Malta e che fosse necessario scacciare gli inglesi per il ritorno dell’isola alle sue origini. Nel 1935 Borg Pisani cercò senza successo di imbarcarsi come volontario per la guerra d’Etiopia.[4]
Borg Pisani divenne presidente del “Circolo degli Amici della Storia di Malta” e aderì anche al “Comitato d’Azione Maltese” sotto la presidenza del professor Carlo Mallìa, dell’Università di Malta che, perseguitato dagli inglesi, era stato costretto a lasciare l’isola.[5]
Nel 1940 Borg Pisani partecipò alla pubblicazione in esilio a Roma del giornale irredentista Malta, diretto da Mallìa, che era stato soppresso dagli inglesi nell’isola pochi giorni prima del conflitto.[6]
Seconda guerra mondialeModifica
Borg Pisani fu un convinto sostenitore del fascismo. Tra il 1939 e il 1940 Borg Pisani si iscrisse ai Gruppi Universitari Fascisti e quindi al Partito Nazionale Fascista. All’indomani dell’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale (10 giugno 1940), Borg Pisani volle rinunciare alla cittadinanza britannica, restituendo il passaporto attraverso l’ambasciata statunitense di Roma che rappresentava il Regno Unito.[2] Tuttavia non fece mai domanda formale né ottenne cittadinanza italiana. Dopo esser stato riformato dal Regio Esercito per la sua forte miopia, nell’aprile 1941 fu arruolato nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, le camicie nere. Entrò anche a far parte del Servizio informazioni militare (SIM).[2] Fu quindi inviato in Grecia con le Camicie Nere, partecipando all’occupazione italiana di Cefalonia, dove subì un’infermità.[7]
Al termine della campagna di Grecia rinunciò alle cure e si iscrisse assieme agli altri irredentisti maltesi[8] alla Scuola Allievi Ufficiali della Milizia di Artiglieria Marittima per la difesa delle coste e dei cieli (MilMart) di Messina, ottenendo il grado di sotto capo manipolo (sottotenente).[2]
Operazione a Malta, cattura e condanna a morte

Autorizzazione all’esecuzione di Borg Pisani

Estratto del Sunday Times of Malta che dà notizia dell’esecuzione di Borg Pisani
Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione C3.
Offertosi volontario per una spedizione ricognitiva a Malta propedeutica all’operazione C3 di invasione dell’isola, con il nome di copertura Caio Borghi, tra il 17 e il 18 maggio 1942 Borg Pisani si imbarcò su una squadriglia della Regia Marina e sbarcò segretamente sulle scogliere di Dingli a Ras id-Dawwara facendo da avanguardia informativa in previsione dell’invasione dell’isola. Trasferì, quindi, i viveri in una grotta che conosceva fin da ragazzino, ma una tempesta insolitamente forte dopo soli due giorni si portò via viveri ed equipaggiamenti. Borg Pisani si trovò inoltre incapace di scalare la scogliera come aveva fatto da ragazzo. Messo alle strette dal bisogno, Borg Pisani fu costretto ad attirare l’attenzione di una barca inglese in perlustrazione e fu ricoverato in un ospedale militare a Mtarfa[9]. Lì Borg Pisani fu riconosciuto dal capitano medico anglo-maltese Tom Warrington, suo amico d’infanzia, che lo denunciò. I servizi segreti inglesi lo tennero agli arresti domiciliari a Sliema fino ad agosto, sperando di convincerlo a collaborare, e lo trasferirono quindi nel carcere di Corradino a Paola, interrogato e accusato di tradimento.
Il 12 novembre fu processato a porte chiuse da tre giudici maltesi, e difeso da due avvocati. La giuria non ne riconobbe la cittadinanza italiana e l’eventuale status di prigioniero di guerra.[10] Il 19 novembre il tribunale emise pubblica sentenza di condanna a morte per impiccagione per tradimento e cospirazione contro il governo di Sua Maestà britannica. La sentenza fu eseguita alle 7:34 del 28 novembre 1942 nella prigione di Corradino. I suoi resti, già tumulati nel carcere di Corradino, si trovano oggi nell’ossario del paese di Paola(Pawla). {Fonte: Wikipedia}

