“Cherso, amor patriae nostra lex”

Francesco Surdich (Cherso11 maggio 1944) è uno storico italiano.

Francesco Surdich

Biografia

Nato a Cherso nell’arcipelago delle isole Quarnerine all’epoca parte della provincia di Pola sotto occupazione tedesca, dove il padre Giuseppe era professore di Italiano e studioso del Petrarca di cui fu anche il primo traduttore in serbo-croata.

Nel 1946, con una rocambolesca fuga su una barca guidata dal nonno materno per sottrarsi alla persecuzioni del regime comunista di Tito poco prima della cessione di gran parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, la famiglia si trasferì in Italia stabilendosi prima sui Colli Euganei e a Padova e successivamente a Genova, dove il 21 febbraio 1967 Francesco si laureò in Lettere all’Università di Genova. iscritto all’associazione degli studenti cattolici (Intesa), durante i suoi studi universitari ne diventò uno dei principali esponenti nazionali ottenendo nel 1965 l’incarico di Segretario nazionale degli Studenti delle Facoltà Umanistiche. Dopo la nascita e lo sviluppo del movimento studentesco nel febbraio 1967 fu uno dei promotori della prima occupazione della Facoltà di Lettere dell’Università di Genova.[1]

Nel 1968 ottenne una borsa di studio presso l’Istituto di Paleografia e Storia medievale, iniziando l’attività universitaria che lo avrebbe portato, nel 2008, a diventare preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. dopo aver conseguito nel 1970 la libera docenza in Storia medievale, ottenne per l’a.a. 1970/71 l’incarico di Storia delle esplorazioni geografiche che avrebbe continuato ad insegnare fino all’a.a. 2015/16 (ha insegnato anche per alcuni anni Storia dei Paesi Islamici e Letteratura di viaggio), assegnando e seguendo circa millequattrocento tesi di laurea su viaggi e viaggiatori di ogni epoca, che hanno costituito anche il filo conduttore della sua attività di ricerca sfociata in oltre trecento pubblicazioni.[2]

Questa attività di ricerca dal taglio fortemente interdisciplinare è stata rivolta a porre in evidenza soprattutto l’importanza ed il ruolo avuti dalla letteratura di viaggio nello sviluppo della coscienza europea con particolare riferimento al problema della percezione e/o della negazione dell’alterità in rapporto alle dinamiche dei processi religiosi, storici, economici e culturali del mondo europeo e del suo incontro/scontro con le altre civiltà.

in questa prospettiva in occasione del XXVI Congresso Geografico Italiano, Francesco Surdich, cui era stata affidata la responsabilità scientifica della sezione sulla Storia delle esplorazioni, chiamò a raccolta studiosi delle più svariate discipline che alla conclusione dei lavori redassero un documento nel quale si auspicava la creazione di un’istituzione capace di dare corpo a ricerche interdisciplinari sulla problematiche delle grandi scoperte e dei viaggi. l’auspicio venne realizzato da un gruppo di studiosi, di cui fece parte anche lo stesso Surdich, ed alla fine di quello stesso anno dettero vita al Centro Italiano di Studi storico- geografici, nel quale dal 1993 al 2010 tenne l’incarico di coordinatore della sezione di Storia dei viaggi e delle esplorazioni.[3] (Fonte: Wikipedia)

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