“I dalmati italiani al dì”

Antonio Lubin (in croato il nome viene anche tradotto in Ante Lubin) (Traù22 ottobre 1809 – Traù21 luglio 1900) è stato un letterato italiano della Dalmaziadantista.

Antonio Lubin

Biografia

Nato da una famiglia attestata da secoli a Traù ma di modeste sostanze, il padre – Renzo – era fabbro, mentre la madre – Domenica Koščina – era di madrelingua croata[1]. Iniziati gli studi nel collegio di San Lazzaro nell’isola di Bua (dirimpetto a Traù), si trasferì poi nel celebre seminario di Spalato, terminando infine il liceo a Zara nel 1829. Iniziò allora il percorso per diventare sacerdote, ma dovette sospenderlo a causa della salute malferma. Da seminarista iniziò ad insegnare nella scuola elementare di Traù, poi si trasferì a Padova, dove presso la locale università si laureò in filosofia nel 1838.

Tornato in Dalmazia si consacrò sacerdote, e dopo un breve servizio ecclesiastico si dedicò completamente agli studi e all’insegnamento. Precettore della famiglia dei conti Gozze a Ragusa (Dubrovnik), fra il 1842 e il 1844 fu professore di grammatica e di filosofia teoretica e pratica al ginnasio di Zara. Dal 1844 al 1846 insegnò umanità al ginnasio di Spalato, poi – dal 1846 al 1854 – tornò a Zara ad insegnare la stessa materia. Fra il 1854 e il 1856 fu al liceo-convitto Santa Caterina di Venezia.

Il 21 gennaio 1857 fu chiamato ad insegnare lingua e letteratura italiana all’università di Graz, dove rimase fino al collocamento a riposo nel 1875.

Visse ancora a lungo, dedicandosi agli amati studi danteschi, fino alla morte a novantun anni nella sua Traù.

Il dantista

Antonio Lubin fu assieme al Tommaseo il più importante dantista della Dalmazia, nonché uno dei più noti del suo tempo.

Non si limitò a commentare il poeta fiorentino nei suoi corsi universitari e a pubblicare una lunga serie di saggi e studi in italiano e in tedesco, ma volendo far conoscere Dante al popolo, a scopo divulgativo lo voltò in prosa, corredando la versione con numerose note esplicative di facile comprensione.

Il suo commento alla Divina commedia fu il vertice della sua opera, ma le polemiche da esso provocate lo spinsero a pubblicare uno studio successivo: quel Dante spiegato con Dante e polemiche dantesche (Trieste, 1884), che riscosse un notevole successo.

La visione politica

Gli anni di Lubin furono caratterizzati da una fortissima polemica in Dalmazia, fra i Nazionali – che volevano l’unione della regione col Regno di Croazia e Slavonia all’interno dell’Impero austroungarico – e gli Autonomisti, che ritenevano i dalmati un popolo italo-slavo, rifiutando di considerarsi croati.

La polemica si combatté anche a colpi di libelli: significativamente l’ultima opera di Lubin fu uno studio pubblicato a Trieste nel 1898 in italiano e in tedesco, dal titolo Contro l’annessione della Dalmazia alla Croazia incidentemente contro la slavizzazione delle province tedesche e italiane dell’Austria. (Fonte: Wikipedia)

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