Frank Russell Capra, nato Francesco Rosario Capra (Bisacquino, 18 maggio 1897 – La Quinta, 3 settembre 1991), è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano naturalizzato statunitense.
Oscar al miglior regista 1935
Oscar al miglior regista 1937
Oscar al miglior regista 1939
Oscar al miglior documentario 1943
È stato uno dei registi più importanti dell’epoca d’oro di Hollywood, fra gli anni trenta e gli anni quaranta, autore di alcuni film memorabili, commedie e apologhi morali, caratterizzati da tanto ottimismo, capaci di divertire e insieme commuovere il pubblico.
Esempio perfetto del self made man, umile emigrante diventato celebrità internazionale, «un’ispirazione per chi crede nel sogno americano» (John Ford)[1], è stato il massimo cantore dell’american way of life, ma anche un mythmaker, perché con il suo cinema non ha solo interpretato e rappresentato lo spirito dei tempi, ma ha anche contribuito in maniera determinante a produrre e plasmare una mitologia sociale, un immaginario collettivo popolare[2]: in questo senso, l’artista del Novecento a lui più vicino è Walt Disney[3].
Fra le sue inimitabili commedie, si ricordano in particolare l”on the road” Accadde una notte (1934), la “trilogia sociale” È arrivata la felicità (1936), Mr. Smith va a Washington (1939), Arriva John Doe (1941), L’eterna illusione (1938) e La vita è meravigliosa (1946), «favola natalizia per eccellenza»[4].
Biografia
Gli inizi
Le origini italiane
Riguardo alle proprie origini, il regista afferma: «Quando partimmo da Palermo e arrivammo nell’oceano aperto, era una cosa così meravigliosa che tutta la memoria precedente era scomparsa. Quello è il momento originario. Da lì parte la mia memoria»[5]. È un rimosso che però traspare, proprio per la sua assenza, nel suo “iper-americanismo”, nel suo volenteroso patriottismo da immigrato di prima generazione. A Bisacquino il regista ritornerà il 29 aprile del 1977, quando s’era ormai ritirato a vita privata; in quell’occasione, circondato da un clima di festeggiamenti, tra baci e abbracci, dichiarò in un italiano stentato: «Io ho lavorato sodo e ho avuto successo, ma il maggiore successo è quello vostro quando vi sentite vicini alla terra e a Dio».
Saranno soprattutto gli “italiani” di terza generazione, i protagonisti della New Hollywood degli anni settanta quali Martin Scorsese e Francis Ford Coppola a riscoprire le proprie radici.
Negli anni trenta il regime fascista ne esaltò nonostante ciò l’italianità, celebrandolo come “il più grande regista italiano”, uno dei maggiori successi nazionali nel mondo[6].
«Fra tanti film che ha fatto, la storia più bella è quella della sua vita. Piena di alti e di bassi, su e giù come le montagne russe. Una vita incredibile. Poteva succedere solo in America.»(James Stewart nel 1982, alla serata in onore di Frank Capra organizzata dall’American Film Institute[7])
Capra nacque a Bisacquino, in provincia di Palermo, il 18 maggio del 1897, ultimogenito dei sette figli di Salvatore Capra, un fruttivendolo, e di Rosaria “Serah” Nicolosi[8]. All’età di cinque anni emigrò con la famiglia negli Stati Uniti, stabilendosi nell’East Side della città di Los Angeles (in California), al secolo una specie di ghetto italiano a detta dello stesso Capra[8], mentre oggi facente parte della locale Chinatown.
A causa delle precarie condizioni economiche in cui versava la famiglia, il futuro regista fu costretto a lavorare come “strillone” (ragazzini che, appostati agli angoli delle strade, vendevano i giornali ai passanti) per le strade del proprio quartiere sin dall’età di dieci anni; una volta diplomatosi però, anziché andare a lavorare come avrebbero voluto i genitori, scelse di continuare gli studi, riuscendo a entrare alla facoltà d’ingegneria chimica presso il Throop Institute (il futuro California Institute of Technology), mantenendosi frattanto con numerosi lavoretti presso lo stesso istituto (come svolgere il servizio di lavanderia del campus, servire ai tavoli della mensa e pulire le attrezzature scientifiche), conseguendo infine la laurea nella primavera del 1918.[9].
Quasi subito dopo, venne coscritto nelle file dell’esercito statunitense, nel quale ricoprì il grado di secondo tenente dopo aver superato l’addestramento del Reserve Officers’ Training Corps (ROTC), ma ne venne poi congedato per motivi di salute (aveva infatti contratto l’influenza spagnola) nel 1920; nel corso di quello stesso anno però ebbe modo di conseguire la cittadinanza statunitense, assumendo di conseguenza il nuovo nome legale di Frank Russell Capra[10]. Al suo rientro a casa, pur avendo un titolo di studio superiore, risultava l’unico della sua famiglia a non riuscire a trovarsi un lavoro stabile; suo padre era deceduto per un incidente sul lavoro soltanto l’anno precedente al proprio congedo ed, essendogli stato poi diagnosticata un’appendicite, si ritrovò inoltre, per sua somma frustrazione, costretto a letto sia per la malattia (all’epoca imperante in diversi Paesi del mondo) sia per il periodo di degenza obbligatoria per via dell’operazione[11].
Ripresosi poi del tutto, decise di trasferirsi a San Francisco in cerca di offerte di lavoro migliori, ma riuscì a rimediare soltanto lavori precari e malpagati (come il bracciante a cottimo, la comparsa, il giocatore di poker itinerante, il venditore porta a porta di libri, ecc.), trovandosi costretto per di più a dormire presso svariate pensioni e alberghetti cittadini d’infimo ordine, non potendosi permettere un alloggio tutto suo[12][13]. (Fonte Wikipedia)

